mercoledì 17 maggio 2017

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  Fisco, dal 1° luglio sarà piu’ facile pignorare i conti correnti

ECONOMIA, NEWS mercoledì, 17, maggio, 2017

IMOLAOGGI Fisco, dal 1° luglio sarà piu’ facile pignorare i conti correnti


Dal primo luglio di quest’anno pignorare il conto corrente, in caso di
debiti fiscali e cartelle esattoriali, diventa più facile e veloce si
legge su guidafisco.it. La nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione
(che ha preso il posto di Equitalia) avrà la facoltà di accedere a
diverse banche dati, procedendo al pignoramento dei conti correnti, in
modo diretto senza dover richiedere l’apposita autorizzazione al
giudice. Ma soprattutto le somme saranno immediatamente bloccate e
rigirate al Fisco, per gli importi a debito: è questa la vera novità.

Insomma, una volta entrate in vigore le disposizioni del decreto
fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017 (il famoso D. L.
193/2016 successivamente convertito nella Legge 225/2016), il nuovo
ente – che opera sotto la vigilanza e il controllo dell’Agenzia – avrà
l’accesso all’immensità dei dati dell’Anagrafe Tributaria. Ed è tale
possibilità a consentire il pignoramento dei conti corrente
direttamente senza bisogno di attivare la procedura di autorizzazione
di un giudice. L’AdE-Riscossione potrà accedere anche alla banca dati
dell’Inps, ottenere le informazioni che le servono (come ad esempio i
dati relativi al rapporto di lavoro) e procedere a pignorare lo
stipendio, la pensione, le indennità ecc.

In pratica l’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel momento stesso in
cui notifica la cartella esattoriale non deve rivolgersi al giudice
per citare in giudizio il debitore e attendere la sentenza, in quanto
la cartella di pagamento è in sé già un atto esecutivo al pari
dell’atto di precetto (ossia l’atto che intima al debitore il
pagamento del debito entro 10 giorni dalla notifica) e pertanto può
procedere al pignoramento conto corrente, se passati 60 giorni dalla
notifica la cartella esattoriale non è stata pagata. Trascorso il
suddetto termine l’Ente della riscossione, può subito inviare alla
banca l’atto di pignoramento ancora prima di notificarlo
all’interessato, per poi invitare quest’ultimo al pagamento di quanto
dovuto entro altri 60 giorni. Se il debitore poi, persevera e continua
non pagare quanto dovuto il Fisco richiede alla banca di versare
l’importo pari al debito, senza necessità di rifarsi a un giudice per
far emettere il relativo provvedimento.

Ma come difendersi dal pignoramento?

Il contribuente che riceve la notifica del pignoramento conto
corrente, per impedirlo e difendersi, deve presentare entro 60 giorni
dalla notifica della cartella di pagamento una richiesta di
rateizzazione. Solo una volta accettata la richiesta di dilazione
della cartella e pagata la prima rata del piano di ammortamento, il
contribuente può presentare la richiesta di sblocco del conto
corrente. ADNKRONOS
 

 https://www.youtube.com/watch?v=z7zdk62MrMg

https://www.youtube.com/watch?v=VYygLZPbJqQ
 
 
 
 mag 17

De Bortoli, tutta la verità. La settimana prossima a Lugano

Fra una settimana avrò il piacere di intervistare Ferruccio De Bortoli
a Lugano, assieme all’amico e collega Giancarlo Dillena. Quando
decidemmo la data per la presentazione di “Poteri forti (o quasi)”
nessuno di noi poteva immaginare che un libro di memorie potesse
provocare tanto interesse e tante polemiche, destinate peraltro a
protrarsi nel tempo: perché la vicenda Boschi-Banca Etruria-Unicredit
non è affatto conclusa.

De Bortoli è di casa a Lugano: quando lasciò la direzione del Corriere
della Sera, nel 2015, con una clausola severissima che gli vietava
collaborazioni giornalistiche in Italia per un anno, il Corriere del
Ticino gli offrì la possibilità di continuare a esprimersi sulle
colonne del giornale del gruppo che dirigo. Una collaborazione che
continua nonostante, nel frattempo, abbia ripreso a firmare per il
quotidiano di via Solferino.

E proprio perché qui è di casa, sono certo che vivremo una
presentazione diversa dal solito, in cui De Bortoli pungolato dalle
domande di Dillena e mie, potrà raccontare fino in fondo la sua
verità. Sulla Boschi, ma non solo.

La conferenza è aperta al pubblico, martedì 23 maggio alle 18
all’Auditorium dell’Università della Svizzera Italiana.

Se lo desiderate, siete benvenuti.

Questo articolo è stato scritto lunedì 15 maggio 2017 alle 20:21 nella
categoria giornalismo.
 
 

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